In questo spazio sono raccolti i “racconti di viaggio”, le emozioni, le sensazioni, i colori delle settimane trascorse insieme, delle passeggiate, delle scalate della Scuola della Montagna di Scaramuccia
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Settimana falesia Dolomiti 30 Agosto – 4 Settembre
3 ARRAMPICATORI E UNA SUBARU
La settimana di vie lunghe inizia domenica mattina a Macenano, dove una Subaru carica di bagagli, corde, attrezzatura e i sughi di Susanna sta per portare Alvise, Edmondo e me in Dolomiti, destinazione esatta: appartamenti Alféver della Signora Genoveffa.
Il lungo viaggio non diluisce la mia trepidazione e quel po’ di paura per la prima volta sulle vie lunghe, con una domanda che mi frulla in testa: cosa mi aspetta?
Lunedì ci dirigiamo al col dei Bos, obiettivo: via Alverà-Menardi. L’agitazione per la prima volta è placata dal paesaggio imponente e allo stesso tempo tranquillizzante delle Dolomiti e dal cielo limpido. Dopo un’ora scarsa di cammino, arriviamo ai piedi della via, che torreggia sulla nostra testa. La paura si scioglie già alla prima sosta: l’arrampicata è gradevole, la vista appagante e Alvise emana un senso di calma e sicurezza. Da qui, i restanti 13 tiri della via scorrono piacevolmente, anche il camino al penultimo tiro, così stretto che mi fa pensare che Alverà e Menardi fossero particolarmente magri.
Il secondo giorno il meteo è meno clemente, quindi al mattino siamo costretti a ripiegare su qualche tiro in falesia (Salares), mentre il pomeriggio, confortati dalle previsioni del meteo, ci dirigiamo alla via Cengia Martini. Il paesaggio del primo giorno è nascosto da una fitta nebbia che sembra quasi spingerci verso l’alto lungo i 5 tiri abbastanza impegnativi ma spettacolari.
Mercoledì a non essere clemente è stato l’attacco alla via: un’ora e quaranta di salita impegnativa e sfiancante. A rinfrancare lo spirito, il solito paesaggio spettacolare e gli alpaca del rifugio Scotoni. Arrivati all’inizio della via, ringrazio di aver preparato il thermos di caffè, che ci restituisce le energie per affrontare gli 11 tiri del diedro Dall’Oglio a Cima del Lago. La discesa ci sfianca quasi più della salita, così che la birra alla capanna Alpina e la pizza da Klematys sono ancora più soddisfacenti.
Ultimo giorno di vie lunghe, altro attacco lungo ma meno impegnativo del giorno precedente (tranne l’ultimo tratto), per raggiungere la base del diedro Dallago, cima Cason di Formin. Il bellissimo diedro e la piacevole placca alla sua destra ci accompagnano quasi fino alla cima, dove la vista su Cortina è impareggiabile.
Venerdì mattina, prima di ripartire e di abbandonare il piacevole fresco delle Dolomiti, ci regaliamo qualche via di defaticamento al castello di Andraz, dove non manco di approfittare dell’occasione speciale di avere Alvise tutto per me, dato che Edmondo era intento a preparare i panini per il viaggio.
Dopo cinque giorni, ho la risposta alla domanda che domenica mi frullava in testa: una settimana stancante ma appagante, intima e rigenerante. In poche parole, una settimana indimenticabile.

Poesie Ferentillo 2026
La raccolta delle poesie di Ferentillo
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Ferentillo Agosto 2026 di Riccardo
Sono ormai sette anni che trascorro la prima settimana di agosto a Ferentillo. Ci sono arrivato quasi per caso, insieme a Pietro, conosciuto forse mezz’ora prima di ritrovarci sotto la falesia dell’Isola. Non potevo immaginare che quella settimana sarebbe diventata molto di più che un corso di arrampicata: oggi Ferentillo è un appuntamento annuale con me stesso, un punto fermo che mi permette di rallentare, ritrovare le energie e guardarmi dentro. Gli anni passano, ma questo appuntamento resta irrinunciabile. La routine è sempre la stessa: sveglia alle 7, colazione abbondante, arrampicata fino a mezzogiorno, panino sostanzioso da Roberta, bagno nel Nera (gelido), yoga (e tai chi, per chi osa rinunciare a un’oretta di riposino), cocomero e poi di nuovo ad arrampicare fino a cena. Anche quest’anno torno da Ferentillo lasciando amici vecchi e nuovi che non vedo l’ora di ritrovare l’estate prossima, per condividere ancora una volta la nostra settimana, i nostri posti e tutte quelle piccole abitudini che sono diventate parte di qualcosa che porterò sempre nel cuore.
Riccardo Sorci
Ferentillo Agosto 2026 di Pietro
“Passami quello zainone!“
“La corda lasciala lì“
“Intanto prendi la tenda, poi pensiamo al resto“
“Dimmi che quest’anno abbiamo un materassino su cui dormire“
Appena si arriva a Monterivoso c’è sempre molto movimento, quest’anno si inizia Domenica 2 Agosto. Si rivedono facce amiche e si conoscono i nuovi arrivati, siamo tantissimi. Inizio a montare la tenda con Riccardo, siamo appena arrivati, lui da Genova, io da Torino. Sono tanti chilometri ma la settimana di Ferentillo se li merita tutti. Non riusciamo a vederci spesso durante l’anno e questo è sempre un ottimo modo per farlo, con lui come con tutti gli altri. Pian piano arrivano tutti, Teresa e Tina iniziano a picchettare accanto a noi, il loro posto è stato fregato da quelli che scopriremo essere i nuovi ragazzi parigini, Leonardo, Zoe, Martino e Giacomo. Nicco dorme da solo e ospiterà poi Martino, Tommi è con Sara, Ernesto con Ginevra, Demian con Jarrel, Fabian e Lena ovviamente separati. Entriamo subito in sintonia. A cena riprendiamo confidenza anche grazie al vino di Luca, del quale ormai abbiamo pieno diritto… Al vino alterniamo spesso le birre in piazzetta, rituale che ci accompagnerà per tutta la settimana. Pronti, via! È lunedì mattina finalmente si comincia, metti l’imbraco, le scarpette, attacca i rinvii, fai il nodo, parti… quanto mi era mancato!!! Era tanto tempo che all’arrampicata dovevo associare solamente spazi chiusi e noiose prese di plastica, sono al settimo cielo. Come da tradizione siamo all’Isola, un po’ arruginiti, ma la mattinata va bene, facciamo su e giù per le “placche di Remo” e i quinti e sesti gradi lì intorno, che, non si sà come, ma ogni anno trovano il modo di metterti in difficoltà… maledetti 6a! A mezzogiorno il sole ha la meglio e scappiamo in piazzetta, dove sperimentiamo l’innovativo buffet di Roberta… è un successo!!! Sazi e soddisfatti andiamo a farci un tuffo al fiume, il più efficace dei rimedi al caldo torrido che investe Ferentillo in questa settimana, diventa subito una rigenerante routine. È il turno dello Yoga, a cui non riesco a dare continuità dentro la settimana ma che grazie a Daniela passa velocemente e senza fatica. Alle 16.30 ci si raduna di nuovo a Monterivoso per mangiare tutti insieme il cocomero attentamente scelto, comprato, messo al fresco e tagliato da Beo. Un paio di fette, qualche chiacchiera e senza perdere troppo tempo si torna a scalare. Cerco sempre di convincere gli altri a venire, spesso fallendo…Giovanni, Fede, Martino e Ric non deludono quasi mai. Per la birra delle 19.30 però, non manca mai nessuno, non me ne vogliano ma con le mani doloranti e sporche di magnesite ha tutto un altro sapore. Si corre sù cercando di trovare 10 minuti per farsi una doccia (non sempre riuscendoci) e poi si va a cena, affamatissimi. Luca non delude mai, per quantità e qualità. A cena si scherza, si chiacchiera, si parla dei “Ferentilli” passati e si fantastica su quelli futuri, “Chissà come sarà quando i grandi saremo davvero noi?”, forse è meglio non pensarci. È il momento più tranquillo della giornata in cui si riescono a mettere da parte la frenesia e l’adrenalina. Gli adulti vanno a letto, fatta eccezione per Marco, Ghise e Beo che ogni tanto si fermano a farci compagnia mostrandoci il loro, non troppo nascosto, lato ventenne. La sera passa tra svariati giri di Lupus in Fabula e innumerevoli canzoni che cantiamo tutti insieme grazie alle basi suonate alla chitarra da Ric. Finisce il primo giorno e mi chiedo come sia possibile poter andare avanti così per altri 4, poi, in un batter d’occhio, arriva la sera dell’ultimo, e mi chiedo perchè il giorno dopo non potrà essere come i precedenti. Questa settimana è così, intensissima, talmente tanto che te la vedi scappare via senza riuscire a renderti conto di quanto sia magica, finchè non è finita e ti ritrovi a raccontarla. E ora che non sono più là ripenso alle corse sotto la pioggia per non far bagnare le tende, alle discoteche serali organizzate da Giacomo, alla soddisfazione di mettere la corda in catena, al momento delle poesie, in cui ognuno si apre con tutti gli altri, alle sensazioni uniche che riesce a darmi solo l’arrampicata, alla nostalgia che lascia ogni anno questa settimana unica.
Pietro Costanzi
Ferentillo Agosto 2026 di Martino
Un altro anno dove si riconferma la forza di questo progetto, dove ognuno si livella sull’altro e le gerarchie si annullano. ormai si è creato un ambiente così familiare che mi sembra di conoscere tutti, anche se così non è. mi piace vedere come i nuovi arrivati vengano sempre integrati con grande calore e attenzione, permettendo uno scambio che va dalla falesia al tavolo a cena. le routine che si sono stabilite, tra arrampicata, yoga, il fiume, gli incontri in piazzetta, mi danno un profondo senso di calma che ogni giorno viene gratificata dal mettersi alla prova in parete. sono molto contento di aver conosciuto questa realtà, tanto che spero di poterne fare parte ancora per molto.
Martino Conti

