Ferentillo Agosto 2026 di Pietro

Passami quello zainone!

La corda lasciala lì

Intanto prendi la tenda, poi pensiamo al resto

Dimmi che quest’anno abbiamo un materassino su cui dormire

Appena si arriva a Monterivoso c’è sempre molto movimento, quest’anno si inizia Domenica 2 Agosto. Si rivedono facce amiche e si conoscono i nuovi arrivati, siamo tantissimi. Inizio a montare la tenda con Riccardo, siamo appena arrivati, lui da Genova, io da Torino. Sono tanti chilometri ma la settimana di Ferentillo se li merita tutti. Non riusciamo a vederci spesso durante l’anno e questo è sempre un ottimo modo per farlo, con lui come con tutti gli altri. Pian piano arrivano tutti, Teresa e Tina iniziano a picchettare accanto a noi, il loro posto è stato fregato da quelli che scopriremo essere i nuovi ragazzi parigini, Leonardo, Zoe, Martino e Giacomo. Nicco dorme da solo e ospiterà poi Martino, Tommi è con Sara, Ernesto con Ginevra, Demian con Jarrel, Fabian e Lena ovviamente separati. Entriamo subito in sintonia. A cena riprendiamo confidenza anche grazie al vino di Luca, del quale ormai abbiamo pieno diritto… Al vino alterniamo spesso le birre in piazzetta, rituale che ci accompagnerà per tutta la settimana. Pronti, via! È lunedì mattina finalmente si comincia, metti l’imbraco, le scarpette, attacca i rinvii, fai il nodo, parti… quanto mi era mancato!!! Era tanto tempo che all’arrampicata dovevo associare solamente spazi chiusi e noiose prese di plastica, sono al settimo cielo. Come da tradizione siamo all’Isola, un po’ arruginiti, ma la mattinata va bene, facciamo su e giù per le “placche di Remo” e i quinti e sesti gradi lì intorno, che, non si sà come, ma ogni anno trovano il modo di metterti in difficoltà… maledetti 6a! A mezzogiorno il sole ha la meglio e scappiamo in piazzetta, dove sperimentiamo l’innovativo buffet di Roberta… è un successo!!! Sazi e soddisfatti andiamo a farci un tuffo al fiume, il più efficace dei rimedi al caldo torrido che investe Ferentillo in questa settimana, diventa subito una rigenerante routine. È il turno dello Yoga, a cui non riesco a dare continuità dentro la settimana ma che grazie a Daniela passa velocemente e senza fatica. Alle 16.30 ci si raduna di nuovo a Monterivoso per mangiare tutti insieme il cocomero attentamente scelto, comprato, messo al fresco e tagliato da Beo. Un paio di fette, qualche chiacchiera e senza perdere troppo tempo si torna a scalare. Cerco sempre di convincere gli altri a venire, spesso fallendo…Giovanni, Fede, Martino e Ric non deludono quasi mai. Per la birra delle 19.30 però, non manca mai nessuno, non me ne vogliano ma con le mani doloranti e sporche di magnesite ha tutto un altro sapore. Si corre sù cercando di trovare 10 minuti per farsi una doccia (non sempre riuscendoci) e poi si va a cena, affamatissimi. Luca non delude mai, per quantità e qualità. A cena si scherza, si chiacchiera, si parla dei “Ferentilli” passati e si fantastica su quelli futuri, “Chissà come sarà quando i grandi saremo davvero noi?”, forse è meglio non pensarci. È il momento più tranquillo della giornata in cui si riescono a mettere da parte la frenesia e l’adrenalina. Gli adulti vanno a letto, fatta eccezione per Marco, Ghise e Beo che ogni tanto si fermano a farci compagnia mostrandoci il loro, non troppo nascosto, lato ventenne. La sera passa tra svariati giri di Lupus in Fabula e innumerevoli canzoni che cantiamo tutti insieme grazie alle basi suonate alla chitarra da Ric. Finisce il primo giorno e mi chiedo come sia possibile poter andare avanti così per altri 4, poi, in un batter d’occhio, arriva la sera dell’ultimo, e mi chiedo perchè il giorno dopo non potrà essere come i precedenti. Questa settimana è così, intensissima, talmente tanto che te la vedi scappare via senza riuscire a renderti conto di quanto sia magica, finchè non è finita e ti ritrovi a raccontarla. E ora che non sono più là ripenso alle corse sotto la pioggia per non far bagnare le tende, alle discoteche serali organizzate da Giacomo, alla soddisfazione di mettere la corda in catena, al momento delle poesie, in cui ognuno si apre con tutti gli altri, alle sensazioni uniche che riesce a darmi solo l’arrampicata, alla nostalgia che lascia ogni anno questa settimana unica.

Pietro Costanzi