
Sabato, ci vediamo alle 14:00 al Food Village, dove il caffè costa più che a Roma, e alle 15:30 circa iniziamo la passeggiata ad anello sul Monte Peglia, un bel giro tra l’ombra del bosco e grandi spazi aperti che ci permettono di ammirare Orvieto e il lago di Corbara a sud-ovest e molte cime dell’Appennino (Subasio, Amiata etc..) a nord-est. Passo svelto, stile nostro, ma nessuno è ultimo e nessuno è primo.
Quest’anno non si bivacca, si dorme a Scaramuccia, dove mangiamo salsicce e molti altri piatti deliziosi con Danila, Lea, Marco, Eleonora, Riccardo, Nicole, Ivana, Enrico, Clara, Valentina, Gloria, Maurizio, Edmondo, Laura, Alvise e Kyoka (manca qualcuno, lo so, scusate).
Domenica, dopo i sutra del mattino, rimango con il gruppo a cui si aggiungono anche Barbara, Sofia e Paolo, per andare per la prima volta ad arrampicare…mi tocca….!
Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, e io spero di imparare a divertirmi come tutti quelli di Scaramuccia che dicono meraviglie di questo sport.
Sulle Gole del Forello è un battesimo duro, faccio 4 vie, due maluccio e due un pò meglio, arrivando persino a staccare il primo rinvio.
Alle 13:30 birretta e tutti a casa.
Arrampicare? Durante non si riesce a pensare ad altro, dove mi appiglio, come salgo, dove vado, ma qua è tutto liscio. Al tempo stesso, si vive un’esperienza corporea molto intensa, quasi come se due braccia e due gambe non fossero più sufficienti (vorrei le braccia più lunghe!), che porta ad essere pienamente presenti, qui e ora, e con quello che abbiamo.
A mani unite
Matilde Terzi